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Barillari e Cunial non mollano: ora chiedono asilo a Svezia

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Dopo la fallita protesta in Regione Lazio, si spostano al consolato svedese

"Abbiamo chiesto asilo politico all'ambasciata svedese e lo faremo anche a tutti gli altri Paesi che ancora possono dirsi democratici. In Italia non sono più riconosciuti i diritti fondamentali dell'uomo, il diritto alla salute, al lavoro, allo studio, alla casa... Per questo chiediamo asilo come rifugiati. Qui non ci sentiamo più tutelati da uno Stato che si è dimostrato regime ostile ai cittadini e alla Costituzione”.

Sono le parole di Sara Cunial e Davide Barrillari, i due politici espulsi dal Movimento 5 stelle e che cercano fortune nelle proteste contro il green pass.

Il 15 ottobre scorso, data dell’entrata in vigore del certificato, i due si erano barricati senza tampone e senza green pass all’interno del palazzo della Regione Lazio, dove Barillari è consigliere. Nella giornata di ieri 16 ottobre, dopo solo una giornata di protesta, la loro avventura era naufragata: 

“Ci hanno obbligato ad uscire perché, guarda caso, hanno scovato proprio ieri pomeriggio (....) un dipendente regionale VACCINATO CON GREENPASS POSITIVO al covid, e dovevano procedere ad una sanificazione straordinaria urgente”.

Alcuni giornali avevano messo in dubbio, tuttavia, la spiegazione di Barillari, sottolineando l’eventualità che i due fossero rimasti senza cibo, impossibilitati ad acquistarlo al bar della Regione per via dell’assenza del Green Pass. Prontamente è arrivata la smentita di Barillari: 

“Avevamo cibo per resistere diversi giorni, quello del bar chiuso è una grande balla per gettare fango su un'azione politica molto forte che ha dato fastidio al PD e agli ipervaccinisti da salotto televisivo.”

La sensazione è che la protesta non abbia sortito gli effetti sperati, o forse sì: dopotutto, ne stiamo parlando.

17 Ottobre
Autore
Emanuele Di Casola

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