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Il digitale non sosterrà l'agrifood?

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Un italiano su quattro non crede alla trasformazione digitale per la sostenibilità dell’agrifood

Un italiano su quattro non crede alla trasformazione digitale per la sostenibilità dell’agrifood. Un dato preoccupante, se si considera invece il grande apporto potenziale del digitale proprio al settore dell’agroalimentare. E' quanto emerge dal 'Rapporto 2022 sulla Sostenibilità Digitale nell’Agroalimentare' sviluppato all’interno del neonato Osservatorio della Fondazione per la Sostenibilità Digitale per l’ambiente, l’economia e la società.

“La Fondazione per la Sostenibilità Digitale è la prima Fondazione di ricerca riconosciuta in Italia dedicata ad approfondire i temi della sostenibilità digitale nei suoi impatti ambientali, economici e sociali. Abbiamo deciso, come Fondazione, di focalizzarci sull’analisi del comparto agroalimentare poiché questo è il settore che potrebbe trarre più vantaggi dall’incontro tra sostenibilità e digitalizzazione, nonostante sia quello che invece ha più difficoltà.” – ha spiegato Stefano Epifani, Presidente per la Fondazione per la Sostenibilità Digitale.

Con più di 1.300.000 addetti e più del 10% di incidenza sul Pil, l’agroalimentare resta uno dei settori più importanti per l’economia del Paese. Le filiere dell’agrifood sono costituite da numerosissimi attori eterogenei che potrebbero trovare nella tecnologia un grande alleato. Ad esempio, nella comunicazione con il cliente, per raccontare il prodotto, garantirne la provenienza, spiegarne le caratteristiche e molto altro.

La ricerca, basata su una indagine condotta con un mix di modalità cati/cawi/cami, realizzata dall’Istituto Piepoli per la Fondazione per la Sostenibilità Digitale e sviluppata su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 3.600 persone, analizza la percezione e l’utilizzo delle tecnologie digitali applicate al settore dell’agroalimentare.

Dall'indagine emerge che il 50% degli italiani ritiene che sia facile capire se un’azienda è sostenibile ed il 52% pensa che lo sia trovare informazioni circa la sostenibilità di specifici prodotti. Relativamente alle app per la prenotazione di ristoranti, la sostenibilità non è ancora una leva significativa di scelta per cambiare i comportamenti dell’utenza in relazione al digitale. Un terzo dei nostri concittadini non conosce gli strumenti digitali che consentirebbero loro di ottenere informazioni sui prodotti che consumano (come Rfid o semplici QrCode), ed il 41% pur conoscendone l’esistenza non ne fa uso.

Se si fa eccezione per i sostenibili digitali, che per un terzo fanno uso di tali strumenti, ancora una volta l’utilizzo per il resto degli italiani è residuale, ed anche in questo caso la leva d’uso non è la sostenibilità ma il livello di digitalizzazione.

20 Maggio
Foto: pixabay
Autore
Claudio Mascagni

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