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A Parigi messo all’asta il primo SMS della storia

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È un messaggio di “Buon Natale” inviato da un programmatore Vodafone

Gli NFT (Non-fungible token), grazie alla scriuttura Blockchain, utilizzata anche per certificare i Bitcoin e le altre monete digitali, hanno permesso di certificare anche le opere d’arte in forma digitale, conferendo unicità al prodotto acquistato.

Intorno agli NFT sta crescendo un mercato fiorente, che mette in commercio meme, opere d’arte digitali e memorabilia. Uno degli esempi più famosi di NFT è quello messo in commercio da Jack Dorsey, fondatore di Twitter. L’imprenditore, all’inizio di quest’anno, ha messo all’asta il suo primo Tweet contenente la frase “Just setting up my twttr” (Sto impostando il mio Twitter), e lo aveva venduto per la cifra di 2,9 milioni di dollari. Il tweet resta visibile a tutti, ma l’acquirente può rivendicarne la proprietà.

All’asta il primo SMS della storia

Lo stesso concetto è dietro la messa all’asta del primo Sms della storia, che sarà battuto a Parigi dalla casa d’aste Aguttes. Il “pezzo” contiene un semplice “Buon Natale” inviato dal programmatore Vodafone Neil Papworth nel 1992, e all’acquirente sarà fornito un certificato di autenticità, che garantirà il possesso digitale dell’SMS. 

Le previsioni della casa d’aste è di vendere l’SMS per una cifra tra i 100 e i 200mila euro, ben sotto quella battuta per il primo Tweet di Dorsey citato in apertura, ma anche molto inferiore al prezzo del primo codice sorgente di Tim Berners Lee per il World Wide Web, che fu venduto per 5,4 milioni di dollari. La proprietà dell’NFT del primo Sms è Vodafone, che donerà il ricavato dall’asta all’Agenzia Onu per i Rifugiati.

21 Dicembre
Autore
Emanuele Di Casola

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