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Il cinema in rivolta per l'ultimo decreto

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L'Ueci si scaglia contro il governo e non digerisce la chiusura di consumo all’interno dei cinema di food e beverage

Per le sale cinematografiche l'Ueci chiede provvedimenti urgenti, colpito dal nuovo decreto che ancora una volta miete come vittime la cultura e l'evasione. 

"Il Decreto firmato dal Governo alla vigilia di Natale è discriminatorio e asimmetrico rispetto ad altri comparti. Colpisce una categoria, in particolare quella Cinematografica e condannerà moltissime Imprese alla chiusura e alla cessazione di migliaia di posti di lavoro. Questo Governo che è stato denominato il Governo dei migliori, avrebbe dovuto salvaguardare la Salute e la sicurezza dei cittadini e parimenti il lavoro e le imprese. Purtroppo non è stato così": è quanto si legge in un comunicato dell'Unione esercenti cinematografici italiani (Ueci).

"Abbiamo chiesto a gran voce nei Tavoli Governativi di immettere un fondo di solidarietà a favore della Sala Cinematografica, tassando quelle Imprese entrate nel nostro settore e che hanno goduto dei maggior ricavi grazie a questa Pandemia, ovvero le Piattaforme in streaming. Abbiamo chiesto di normare il nostro settore sulle finestre di sfruttamento per riequilibrare il nostro mercato con un modello virtuoso come quello Francese, le moratorie su Finanziamenti e leasing e di poter allungare la sospensione delle cartelle esattoriali. Tutte legittime richieste, ma inascoltate. Un buon Legislatore, ha il dovere e l’onere di provare a riequilibrare un settore che giustamente è stato fermato per la salvaguardia della salute pubblica, nonostante nessun contagio certificato sia stato mai accertato nelle nostre Sale".

“Ordinare la chiusura di consumo all’interno dei cinema di food e beverage è una scelta insensata e drammatica per le finanze già disastrate delle nostre aziende”,dichiara il Presidente Manuele Ilari, “ci vediamo costretti già dalla prossima settimana a licenziare più di mille dipendenti”. "Il Governo -si legge ancora nella nota- lo scorso anno, non ha dato ristori per le chiusure dei mesi da Novembre ad Aprile, chiediamo provvedimenti d’urgenza immediati".

"Il risultato del nostro impegno è stato questo, nonostante si sia stati rispettosi delle ordinanze che il legislatore ha preso negli ultimi 2 anni. A questo Governo abbiamo chiesto una norma per tutelare le sale cinematografiche e farle ripartire, ovvero la norma sulle finestre di sfruttamento dei film come avviene in Francia. Ci sembra giusto tassare le OTT ( le piattaforme streaming) che hanno avuto maggiori ricavi nel periodo di Pandemia".

"Invece è stato fatto un decreto ministeriale che riduce la finestra dei film Italiani da 105 giorni a 30 giorni, con il risultato che i film italiani non vengono più visti come meriterebbero dagli spettatori. “Oggi ci vediamo costretti a prendere una decisione di sopravvivenza visto che il nostro nemico non è il Virus, ma le insensate scelte del nostro legislatore”, dichiara Manuele Ilari, che aggiunge “abbiamo una sola parola per complimentarci con questo governo, chapeau!”

27 Dicembre
Foto: pixabay
Autore
Claudio Mascagni

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