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L'Italia deve puntare sull'autoproduzione energetica

Impianto fotovoltaico a terra

Dopo il conflitto si muovono anche i primi timidi passi verso le rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali

"Con il d.l. n. 17 dello scorso 1 marzo, di poco successivo all’avvio del conflitto bellico, sono state fissate misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale. Si muovono anche i primi timidi passi verso le rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali. A distanza di un mese la situazione non è migliorata e il traguardo della ripresa sembra ancora molto lontano". Così Meritocrazia in una nota. "Il decreto menziona anche il fotovoltaico per le aree agricole, con possibilità di installare impianti in bassissima percentuale sui terreni di pertinenza delle aziende agricole. La misura è insufficiente - spiega la nota - e sembra escludere dal beneficio la figura del coltivatore diretto. Inoltre, la limitazione della destinazione del fondo a servizio dell’azienda crea di per sé qualche distonia. Si dimentica che, una decina di anni fa, l’installazione degli impianti si fondava sulla mera natura agricola del terreno e, in tale ipotesi, si beneficiava degli incentivi statali, ma si scelse di sopprimerli con il d.l. 24 gennaio 2012, n. 1".

Meritocrazia Italia "ha già avanzato alcune proposte tecniche a supporto soprattutto delle imprese energivore, che rischiano realmente il collasso, e a beneficio di aziende e delle famiglie, in grave affanno. Oggi riporta l’attenzione sulla necessità di provvedere all’incremento di misure volte a implementare l’uso di panelli fotovoltaici su tutto il territorio nazionale, in particolare in piccoli comuni e zone rurali, mediante agevolazioni di natura economica o fiscale, anche con il fine di destinare, alle imprese, le quote in eccesso, rispetto all’autoconsumo. La prospettiva della rivendita di energia - sottolinea Meritocrazia Italia -, da destinare, attraverso quote speciali, alle imprese energivore (con contabilità energetica dedicata) renderebbe l’investimento più allettante. Si pensi ai tanti fabbricati disabitati, per lo più seconde case, spesso in stato di cattiva manutenzione, che potrebbero diventare per questa via una vera e propria fonte di reddito".

"Attualmente, l’installazione pannelli fotovoltaici è iscritta nell’ambito del bonus 110% per i lavori edili e sembra da esso non scorporabile. Meritocrazia propone una misura speciale dedicata (al 110%, ma anche al 90%) alla sola installazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti. Questo avrebbe le utilità di consentire una rivendita dedicata a favore delle imprese energivore; favorire il miglioramento della tenuta degli edifici, quantomeno per quanto riguarda lo stato manutentivo delle coperture (tetti e tettoie); rivitalizzare il mercato secondario delle seconde case, con conseguenti benefici sull’indotto; contrastare efficacemente i fenomeni depauperativi dei quali il mercato delle seconde case ha sofferto e soffre a causa della minore appetibilità per le imposte (IMU) assieme a numerosi altri fattori manutentivi. L’incentivazione di pannelli fotovoltaici sui tetti e a terra è essenziale affinché imprese e famiglie possano essere veramente parti integranti di un circuito economico (fatto da interscambi), molto utile nella congiuntura economica attuale e di ottimo impatto per il contrasto ai cambiamenti climatici", conclude Meritocrazia Italia.

2 anni fa
Autore
Pasquale Lattarulo

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