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In Ucraina non inviate armi ma generatori

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L'appello di Pax Christi, che polemizza sulla scelta di inviare armi in Ucraina come politica miope

"Dobbiamo inviare generatori di corrente, non bombe o altre armi". E' l'appello lanciato attraverso l'Adnkronos di Don Renato Sacco, di Pax Christi aggiungendo con forza "quel denaro spendiamolo per la pace, per aiutare. Noi ripetiamo da tempo che ci sta a cuore la vita delle persone, sono stato a Kiev a settembre con la carovana di Stopthewarnow, e ho visto la tragedia delle persone sotto le bombe".

"Chi intende reiterare questa scelta di inviare armi in Ucraina non vuole il bene delle persone non può affermare che lo fa perché gli sta a cuore la vita di questa gente - continua Don Renato Sacco - Dopo tutti questi mesi di guerra, bombardamenti, migliaia e migliaia di morti, feriti, sfollati, migranti: un bilancio di numeri tragico un bilancio di numeri tragico ed è il risultato della scelta di credere solo nella follia delle armi, e non della politica. E' necessario fermarsi e ragionare, parlare, discutere avviare un dialogo. La scelta delle armi vede in altri luoghi del mondo, Iraq, Siria, Yemen, un fine mai dei conflitti".

"La scelta delle armi è una scelta miope e che non difende o protegge la vita, tutto il contrario - ha sottolineato Don Renato Sacco - sembra poi che ci sano criminali di seria a e di serie b, come anche vittime di serie a e di serie b. Quelle che devono essere aiutate e altre, popolazioni vittime di guerra, che invece non vengono aiutate: sono sempre persone e l'obiettivo deve essere la fine dei confitti e la pace per tutti: è quello che stanno vivendo i curdi bombardati dal nostro alleato Erdogan. L'unico che tiene la barra dritta e parla di pace sempre è il Papa - ha detto ancora Don Renato Sacco - questa guerra dobbiamo fermarla, le decisioni possono essere riviste, modificate perché guerra più guerra non fa pace".

"In Ucraina abbiamo incontrato i rappresentanti degli obiettori di coscienza che vogliono bene al loro paese così come gli obiettori di coscienza in Russia sono centinaia. Loro vogliono bene al loro paese alla loro gente ma non vogliono imbracciare un fucile. Io credo che dobbiamo dare molto spazio a loro perché è da lì che comincia la pace. - ha concluso Don Renato Sacco - Li abbiamo ascoltati a Roma durante la manifestazione del 5 novembre e li ascolteremo anche alla marcia della pace del 31 dicembre che si svolgerà ad Altamura in Puglia, promossa dalla Cei, da Pax Christi, dall'Azione cattolica italiana della Caritas Italiana, dal movimento dei focolari e dalla diocesi di Altamura in cui è vescovo Monsignor Giovanni Ricchiuti presidente di Pax Chiristi Italia".

 

 

2 Dicembre
Foto: pixabay
Autore
Giada Giacomelli

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