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Le proteste in Iran non fermano le condanne a morte

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Debora Serracchiani, capogruppo del Pd alla Camera, richiama l'Italia a levare proteste ufficiali per lo stato di terrore

Sesta condanna a morte in Iran per le proteste contro il regime. La Corte rivoluzionaria di Teheran, secondo quanto riferisce il sito Mizan Online, ha deciso la sentenza capitale per un uomo giudicato colpevole di "aver estratto un coltello con l'intenzione di uccidere, diffondere il terrore e creare insicurezza nella società durante i recenti disordini". La Corte ha anche dichiarato l'imputato colpevole di "moharebeh", reato che significa "guerra contro Dio".

"La voce delle istituzioni democratiche, della politica e della società civile deve levarsi contro lo scandalo di un regime che uccide senza scrupoli bambini e minori per terrorizzare un popolo che chiede libertà. In questa Giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza appare ancor più impressionante la spietatezza delle Autorità islamiche dell'Iran che assassinano donne e giovani disarmati, e perfino bambini. Come ci si deve ricordare dei milioni di piccole vite che soffrono, sono trascurate e indigenti in Italia e nel mondo, oggi quelle vittime in Iran sono il simbolo della crudeltà deliberata. Il nostro silenzio non sia la loro morte". Lo afferma Debora Serracchiani, capogruppo del Pd alla Camera, in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

21 Novembre
Foto: pixabay
Autore
Claudio Mascagni

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