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Qatar22: agli ottavi ben 5 squadre non sono europee e americane

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Guardando questa mattina con la serenità del tifoso non chiamato alla greppia dei Mondiali in Qatar ti accorgi quanto è mutata la geopolitica calcistica

Che ci sia qualcosa che non quadra in questo Mondiale ce ne rendiamo conto ogni partita che passa. Stavolta però diamo i numeri nel nome della geopolitica pallonara, analizzando la presenza continentale negli ottavi di finale, a scanso di mappatura ed equilibri (sacrosanti) nella scelta dei partecipanti che si fa durante la fase del primo turno, che sono figlie delle qualificazioni continentali. Infatti, sono gli ottavi il vero termometro delle sfide Mondiali, non solo per partecipazione emotiva da dentro o fuori ma anche perché offrono un quadro di come edizione dopo edizione, quattro anni dopo quattro anni, muta il panorama e l'equilibrio tra Nazioni in nome del calcio. 

Guardando questa mattina con la serenità del tifoso non chiamato alla greppia dei Mondiali in Qatar ti accorgi che è mutata la geopolitica calcistica. Allora, il 50% delle nazioni che disputano gli ottavi appartiene all'Europa, solo 3 sono americane, ben 5 dei Paesi emergenti (dal punto di vista calcistico...), frazionate in 2 asiatiche, 2 africane e la rappresentante oceanica. Un bel passo avanti delle squadre emergenti, che in questo modo avranno sempre maggior peso nelle scelte all'interno della Fifa. Per rendersi conto di questo cambiamento epocale, basti sbirciare lo storico, vale a dire le edizioni precedenti dei Mondiali.

In Russia 2018 ben 10 erano le rappresentanti europee, 5 americane e l'ousider asiatica Giappone. Insomma, l'establishment del calcio mondiale era rappresentata da formazioni della tradizione. 

In Brasile 2014, come è tradizione, sono le squadre americane a superare nel numero quelle europee, 8 contro 6, più due africane.

In Sudafrica 2010, quindi anche qui un Paese emergente nel panorama del calcio, quindi una zona franca per Europa e America, ecco le 7 rappresentanti del Nuovo continente e le 6 del Vecchio, più 2 dell'Asia e una dell'Africa. 

Così, nel 2010 due rappresentanti, nel 2014 idem, nel 2018 una, oggi ben 5. 

3 Dicembre
Foto: pixabay
Autore
Gian Luca Campagna

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