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Cari tecnici si cambia ancor prima di cominciare

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Storia quotidiana di un cronista di Latina, tifoso dei nerazzurri, costretto a seguire il Frosinone calcio nel campionato di serie B.

Non c’è pace in Italia per gli allenatori. Non è una questione di latitudini, vale la regola nella nordica Bolzano fino alla meridionale Palermo. Ormai vige il diktat del ‘tutto e subito’. Non è cambiato soltanto il mondo della comunicazione e dell’informazione, dei rapporti e delle relazioni che si consumano e si bruciano a furia di follower e di click, si cestina un allenatore anche solo per i modesti risultati in un lasso di tempo a disposizione breve. Così dopo le dimissioni di Silvio Baldini a Palermo ecco che salta la prima panca, è quella di Lamberto Zauli, che sedeva su quella del SudTirol, alle prese con la sua prima esperienza in cadetteria. Prima esperienza come tecnico anche per Zauli, che veniva dalle due stagioni della Juventus Under23 in serie C, ma l’apparizione in B per l’ex fantasista di Bologna e Vicenza è stata vanificata da un modulo (il 4-3-3) mai decollato e dai risultati non graditi alla proprietà, complice anche l’eliminazione dalla Coppa Italia al primo turno ad opera del Feralpi Salò (1-3 interno), che milita in terza serie. Se Baldini aveva polemicamente sbattuto la porta (insieme al ds) alla proprietà inglese del City per difformità di vedute, di ambizione e di mercato (il tecnico toscano pretendeva una squadra all’altezza della città di Palermo, quindi avrebbe voluto puntare da subito alla serie A), Zauli viene sonoramente bocciato ancor prima di partire. Be’, in questa stagione, abbiamo già capito che lo stress dominerà il campionato, da Nord a Sud cambia poco: l’unica regola resta quella di vincere. Partecipare non è affatto contemplato.

10 Agosto
Autore
Gian Luca Campagna

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